Lettera di Veltroni e Casini al presidente della Camera Fini: ''Evidente volontà di comprimere i tempi della discussione'
Camera /Foto : Panorama.it
Italianos en América /Buenos Aires 3-7-2008
Il governo comprime i tempi di discussione espropriando così il Parlamento delle sue prerogative . E' la denuncia dei leader di Pd e Udc, Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini, che, insieme ad Antonello Soro e Michele Vietti, hanno scritto una lettera al presidente della Camera Gianfranco Fini per esprimere la loro ''preoccupazione''.
''In questi giorni - si legge nella lettera - la Camera è impegnata nell'esame di un complesso di provvedimenti di grande rilievo, sia sul piano dell'ordinamento costituzionale, sia sul piano dei conti pubblici''. ''Provvedimenti sui quali - prosegue la missiva - come è stato sottolineato nel modo più alto e autorevole, è fondamentale che i parlamentari possano esprimere compiutamente i loro giudizi ed esercitare responsabilmente la funzione che la Costituzione assegna loro. Il rischio, estremamente grave, è che questo possa non accadere. E il motivo è nella evidente volontà del Governo di comprimere, con le procedure scelte, i tempi della discussione, fino al punto di cambiare in corsa le regole del gioco e di espropriare di fatto il Parlamento delle sue prerogative ''.
Veltroni e Casini, che si sono incontrati questa mattina, si rivolgono a Fini per chiedere al presidente dell'Aula di Montecitorio ''di salvaguardare in questo difficile passaggio il ruolo e la dignità del Parlamento , garantendo i tempi e le modalità necessarie ad affrontare alla Camera, come è giusto e doveroso, temi e concrete questioni che riguardano da vicino la vita di milioni di famiglie italiane''.
In particolare, l'opposizione ritiene che la manovra economica, di cui si discute alla Camera e che ''si configura come una vera e propria legge finanziaria'', ''debba essere fortemente corretta'' in quanto ''inadeguata ad affrontare la crisi in cui versa il Paese e a rispondere alle domande ed ai bisogni degli italiani''. Pd e Udc denunciano ''l'aumento delle tasse dello 0,2% nel 2010'' e ''i tagli alla sicurezza e alla scuola''. Inoltre ''nulla viene fatto di concreto per tutelare i risparmi e il potere d'acquisto di salari e stipendi'' e ''non è certo una risposta al crescente impoverimento introdurre misure come la 'social card'''.
Rimarcando la volontà ''di svolgere il ruolo di opposizione che l'esito delle elezioni ci ha assegnato in un modo netto e incalzante'' nella lettera si sottolinea: '' Non saremo noi a tornare al passato, a ricadere nel clima rissoso e sterile di questi ultimi quindici anni, a guardare troppo indietro o troppo a se stessi per occuparsi delle riforme e delle scelte di innovazione necessarie al nostro Paese come l'aria che respiriamo''. (Adnkronos)