Lavoro, salari, scuola, ma anche ambiente, droga e passione politica nelle domande che i giovani hanno rivolto oggi nel corso dello "Speciale Elezioni 2008" dell'ADNKRONOS al ministro degli Esteri Massimo D'Alema e al presidente di An Gianfranco Fini ospiti del Palazzo dell'Informazione.
Sulle misure per aiutare i ragazzi a non essere più 'bamboccioni' la ricetta del numero due del governo uscente è " liberalizzare per aprire nuove opportunità ". Secondo D'Alema è "cruciale" il problema della casa , ma anche e soprattutto quello del lavoro precario : "Come ha detto Veltroni, il Pd accanto alle misure contro il precariato propone anche l'introduzione di un salario minimo garantito" che possa rappresentare una certezza per i giovani.
Per il vicepresidente del Consiglio serve una società capace di "offrire maggiori opportunità" ma anche che tuteli i diritti dei lavoratori e dei cittadini . Per quanto riguarda il mondo del lavoro occorre un mix tra modello americano ed europeo: "Negli Stati Uniti ci sono enormi opportunità ma poi i lavoratori non hanno l'assistenza sanitaria. Quindi il modello sociale europeo non credo proprio debba essere buttato via".
Secondo il presidente di An Gianfranco Fini l'Italia deve puntare ''di più sulle opportunità''. Il leader di An auspica uno sforzo sui ''centri di eccellenza e sulla ricerca'' per ''non avere più il problema del precariato a 50 anni''. Secondo Fini, bisogna '' collegare il mondo dell'impresa con il mondo della università e della formazione ad alto livello'' e anche alla luce delle risorse finanziarie che non sono molte, ''concepire un sistema che punti sulle opportunità più che sulle garanzie. L'Europa è il continentre delle garanzie, gli Usa sono continente delle opportunità. Dobbiamo puntare anche noi di più sulle opportunità'' .
Punto fondamentale è anche la rivalutazione della meritocrazia . Bisogna costruire ''una società in cui chi vale cresce, chi merita va avanti''. Bamboccioni è un'espressione ''impropria''. Bisogna spingere per ''un mercato del lavoro che non sia ingessato '' e un ''mondo dell'istruzione che sia collegato al lavoro, perche troppo spesso le lauree sono buone per fare un quadretto dentro casa... ''. E poi serve un piano ''per immettere sul mercato alloggi a prezzi compatibili '' perché, sottolinea, i giovani restano a casa anche perché le case costano troppo.
Quanto alla questione salariale sia per Fini sia per D'Alema è un nodo cruciale e urgente. ''È fondamentale. E bisogna intervenire favorendo il potere di acquisto, diminuendo il carico fiscale sulle buste paga e aiutando le imprese che non delocalizzano'', afferma il leader di An. La '' prima questione è la tempestività nel rinnovo dei contratti di lavoro . Poi - sottolinea Fini - una nuova organizzazione del contratto stesso , sempre di più occorrono contratti decentrati, di secondo livello, con una cornice nazionale ridotta; e contratti che consentano a chi lavora di più di guadagnare di più perché bisogna puntare sulla qualità. Non parlo di gabbie salariali - ha puntualizzato - ma di premiare il merito ''. Inoltre bisogna '' ridurre il carico fiscale sulle buste paga e sugli stipendi : se un datore di lavoro mette 100, e di questi 43 vanno allo Stato, c'è uno squilibrio che comporta il rischio della delocalizzazione dele imprese''.
Anche per D'Alema quella dei salari "è la più grande questione sociale del nostro Paese e chiunque vinca le elezioni dovrà intervenire su questo tema". "Questo era un Paese in cui erano dominanti le classi medie, ora è diventato enormemente più lungo socialmente. E' aumentato il divario tra chi è molto ricco e chi è molto povero ".
Ma fondamentale per il futuro della società italiana è per D'Alema anche la cultura. " La scuola dovrebbe educare di più alla lettura perché corriamo il rischio - sottolinea - che ci sia una generazione di giovani informata su tante cose ma che non sempre ha gli strumenti critici per selezionare le informazioni".
Gianfranco Fini che dice sì agli sgravi fiscali per incentivare gli acquisti di libri dischi e dvd per favorire la cultura dei giovani, sottolinea come ''io non sono tra quelli che dicono che i giovani non sono colti. Semplicemente hanno interessi diversi dai nostri. Rispetto alla mia generazione i giovani hanno magari meno erudizione, ma hanno più sensibilità e, grazie alle nuove tecnologie, hanno una finestra spalancata sul mondo intero...''. (Adnkronos)