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Buenos Aires,
   

 

Amici e alleati

Bush viaggia a Roma e Prodi scommette sulla relazione bilaterale

Foto Foreign Policy / Courtesy Witehouse

 

Di Silvia Garnero

Especial para Italianos en América

Buenos Aires 26-4-2007 

Non appena Romano Prodi ha confermato la visita di George W. Bush in Italia per il prossimo mese di giugno, ha approfittato dell'opportunità per smorzare l'importanza delle recenti tensioni tra i due Paesi, alleati quasi incondizionatamente negli ultimi anni, attraverso il governo dell'ex Premier Silvio Berlusconi

E' una realtà che la linea "berlusconiana" di politica estera verso gli Stati Uniti prosegue pressoché intatta, salvo che per alcune dichiarazioni della sinistra”massimalista”, che, in ogni modo, non ha cambiato il corso dei rapporti.

In effetti, l' Unione , coalizione di partiti di centro-sinistra, non ha cambiato, nonostante le radicali prese di distanza rimarcate durante la campagna elettorale, la politica di Berlusconi verso uno suoi dei principali partner internazionali: gli Stati Uniti d'America.

Bush aveva tenuto in passato una stretta alleanza con Silvio Berlusconi che ha rappresentato, per anni, uno dei suoi più stretti ammiratori e difensori in Europa e non sembrerebbe preoccuparsene ora.

Quella di giugno sarà la prima visita a Roma da quando Prodi è stato eletto Premier nelle elezioni d'aprile 2006, sebbene i due governanti si siano visti e incontrati in diverse occasioni internazionali.

Lo stesso hanno fatto più volte il segretario di stato Americano Condoleeza Rice e il ministro degli esteri Italiano Massimo D'Alema.

Il programma dell'incontro Bush-Prodi si terrà il prossimo 9 giugno , dopo la riunione del “gruppo degli otto” che si svolgerà dal 6 al 8 giugno in Germania. Bush approfitterà di quest'occasione per incontrare anche il Papa Benedetto XVI in Vaticano.

“Due Paesi che sono stati amici e alleati per tanto tempo, come Italia e Stati Uniti, uniti da tanti valori in comune, possono sopportare alcuni problemi bilaterali” ha riferito Prodi alla notizia dell'annuncio ufficiale della visita.

In realtà prodi si riferiva con questa frase a dispute che sono avvenute in campo militare, dove l'Italia accompagna gli USA in quasi tutti i suoi scenari in Medio Oriente.

Così sono sorte alcune dispute riguardo ai comportamenti, sia nel modo in cui è stato liberato l'ultimo sequestrato in Afghanistan , Daniele Mastrogiacomo, come nell'incidente in Iraq, due anni fa, quando un marine USA uccise l'agente del SISMI Italiano Nicola Calipari, durante la liberazione dell'altra giornalista Giuliana Sgrena.

Un altro caso, quello dell'Imam Egiziano Abu Omar, ha suscitato tensione con la magistratura italiana che ha accusato 26 agenti americani di averlo sequestrato a Milano, perché sospettato di terrorismo e come parte di un programma segreto della CIA.

Per di più, la base USA di Vicenza è stata un altro dei recenti motivi di discordia, sebbene soprattutto interna, che ha registrato l'opposizione di parte della cittadinanza e d'alcuni importanti esponenti della coalizione di governo, che però rimane intatta, come altre, in vari insediamenti in Italia.

Però nessuno di questi fatti mette in pericolo, a quanto pare, le buone relazioni bilaterali, che Prodi ha definito “senza traumi”.

Verrebbe da chiedersi se i “traumi”che non esistono all'“esterno”, non esistano invece all'”interno”, generando risentimento e tensioni assolutamente irrisolti.

La sinistra più radicale osserva e si defila in queste ore, con le decisioni sul nuovo “Partito Democratico”, alzando le bandiere tradizionali, dove il valore dell'ideologia tuttavia passa per la coerenza e l'ora di definire la posizione e il peso delle idee che determinano i fatti.

Al contrario, la linea moderata e “centrista” sembra vincere la lotta di potere all'interno del governo, tanto da costituire un “nuovo partito” moderato, quasi liberale e fuori dell'appartenenza storica al Partito Socialista Europeo, come da definire le linee d'azione e di pensiero con il resto dei Paesi del mondo…E se no, basta vedere i fatti. E forse i traumi...

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