''Al Brasile siamo legati da antica e solida amicizia. Questo non riguarda i rapporti tra i due Paesi ma è un caso di giustizia vera e per la giustizia noi ci batteremo sempre, ma i rapporti tra i due Paesi non cambieranno per questo''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine di un lungo colloquio, durato più di mezz'ora, con Alberto Torregiani, figlio del gioielliere Pierluigi, per il cui delitto è stato condannato all'ergastolo Cesare Battisti. L'incontro è avvenuto all'interno dell'aeroporto militare di Linate e alla presenza del sottosegretario Daniela Santanchè.
''Durante l'incontro con Torregiani mi sono fatto l'idea che Battisti si sia rivestito di ideologia politica nella sua realtà di criminale vero che operava nella maniera terribile'' di cui ''tutti sono venuti a conoscenza'' ha sottolineato il premier, che si è detto ''molto impressionato dal racconto'' di Torregiani. ''Ad Alberto Torregiani ho formulato la mia solidarietà non solo per la perdita del padre ma anche per la sua infermità che lo accompagna da tutta la vita - ha proseguito Berlusconi - Battisti infatti gli ha sconvolto la vita, lui che, undicenne, come mi ha raccontato, aspirava ad entrare nelle formazioni giovanili del Milan. Per questo speravamo di ottenere dal Brasile una decisione diversa non tanto per un senso di vendetta ma di giustizia''. Vendetta che neppure lo stesso Alberto Torregiani rivendica: ''Non ho nulla contro il popolo brasiliano ma contro chi ha distorto la verità. Nessuna vendetta quindi - ha aggiunto - ma solo giustizia''. Torregiani ha quindi ringraziato il premier per questo incontro, anche a nome delle famiglie delle vittime. Presente a piazza Navona per la protesta davanti all'ambasciata del Brasile, Torregiani ha poi riferito la promessa del premier: "Maggiore fermezza e determinazione e se c'è bisogno del pugno duro lo useremo". E alla domanda se il governo ha fatto tutto quello che doveva fare per ottenere l'estradizione di Battisti, ha risposto "sì", precisando che, a suo giudizio, non c'è differenza tra terrorismo 'rosso' e 'nero': "Per chi è terrorista, per chi si è macchiato di sangue per un motivo o per un altro, non deve essere più importante che sia rosso, nero, giallo o verde. E' un terrorista - conclude Torregiani - è un criminale, è un delinquente, piantiamola con questa storia del rosso e del nero". Oggi a far sentire la sua voce è tornato anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. I rapporti con il Brasile, ha sottolineato il coordinatore nazionale del Pdl, ''potranno restare gli stessi, ma le conseguenze ci saranno. Certo non interromperemo i rapporti diplomatici, ma il trattato italo-brasiliano sulla difesa noi l'abbiamo già votato e ora deve passare dal parlamento. C'è un clima perché questo avvenga? Non c'è più un clima del tutto favorevole...''. C'è stato intanto un botta e risposta tra un portavoce della Commissione europea e la Farnesina. Alla domanda se l'Unione Europea abbia in previsione un'iniziativa in segno di solidarietà all'Italia per la mancata estradizione dell'ex militante dei Pac, come ha scritto lunedì la stampa di Brasilia, un portavoce della Commissione europea ha risposto che il caso Battisti "è una questione bilaterale" tra Italia e Brasile. A stretto giro la replica della Farnesina che ha precisato come il caso sia assai più complesso e che non si esclude, proprio nelle prossime ore, un'iniziativa europea promossa dall'Italia sulla questione.