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Buenos Aires,
   

 

Amato risponde a Berlusconi : '' Le schede corrispondono alla legge''.

 

Ministro dell' lnterno Giuliano Amato

Italianos en América //Buenos Aires 5-4-2008

Queste schede corrispondono alla legge vigente ". Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, replica secco alle richieste di chirimenti sulla composizione delle schede elettorali sollecitate dal Quirinale dopo l'appello rivolto in proposito da Silvio Berlusconi al capo dello Stato Giorgio Napolitano che era intervenuto chiedendo al Viminale di spiegare.

La composizione delle liste "non è frutto della fantasia" di qualcuno , afferma il titolare del Viminale, ma si attiene scrupolosamente alle norme vigenti regolate dal decreto dell'8 marzo 2006 che venne firmato dall'allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Non mi aspetto che tutti conoscano le leggi ma almeno chi le ha fatte le conosca...", dice Amato rivolgendosi implicitamente a Berlusconi.

Il ministro dell'Interno aggiunge inoltre che nel caso in cui un elettore nel contrassegnare il simbolo del partito a cui vuol dare il voto, dovesse con la matita toccare anche il simbolo posto accanto a quello del proprio partito, non c'è il rischio che la scheda possa essere annullata perché questo caso, se si dovesse presentare è regolato per legge: " Quando un unico segno si trova su più riquadri, il voto si intende riferito - ricorda Amato citando il testo della legge - al contrassegno su cui insiste maggiormente ".

Il titolare del Viminale aggiunge che, nel caso in cui le forze politiche avessero voluto cambiare la composizione delle schede, ormai non ce ne è più il tempo: " I nostri militari all'estero hanno infatti già votato ".

Infine, rivolgendosi implicitamente a Berlusconi, ma senza nominarlo, Amato sottolinea: "Trovo a dir poco sorprendente che possa essere stato chiamato in causa il capo dello Stato a farsi garante della regolarità del voto. Il capo dello Stato ha ben altre responsabilità" e allo stesso modo, aggiunge Amato, " trovo sorprendente che si possa adombrare che le schede siano state fatte in conformità alla propria fantasia e non secondo le leggi vigenti ".

"Le schede elettorali, così come sono state predisposte dal ministero dell'Interno , non offrono garanzia alcuna che sia rispettata la volontà degli elettori e inducono più facilmente all'errore che all'espressione di un voto regolare".

Quindi con un chiaro riferimento alle parole di Berlusconi afferma: " Io non sono il capo di una banda di furfanti e l'Italia non ha bisogno di essere dipinta come un Paese dei brogli quotidiani . Io non so se si stia amplificando l'idea che ci sia un rischio di brogli ma guai a dare del nostro Paese un'immagine tale nemmeno fosse lo Zimbabwe". (Adnkronos)

 

 

 

 

 

 

 
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