Berlusconi: ''Per il Senato possibile accordo tra Pd e sinistra''
Silvio Berlusconi
Italianos en América //Buenos Aires 29-3-2008
" Al Senato i voti dati ai partiti minori, che non supereranno mai l'8%, sono voti sicuramente buttati , spesi a danno del Pdl e a favore della sinistra . E c'è il pericolo che con la sinistra per il Senato Walter Veltroni voglia fare un accordo " malgrado la promessa iniziale fatta dal segretario del Pd di presentarsi da solo alle elezioni. Ad affermarlo è il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi , nel corso della manifestazione 'Donne per l'Italia' al palazzo dei Congressi dell'Eur.
E non risparmia critiche al leader del Pd. E' da ammirare il "coraggio" di Veltroni perché " si è assunto una mission impossible ", quella di " mettere in scena una fiction , un gioco di illusione perche' il passato non sia mai esistito". E rimproverando al candidato premier del Partito democratico di essersi presentato come il 'nuovo' in campagna elettorale, attacca: " Questo governo era sulla luna, questo governo non esiste " e " Veltroni è venuto da Marte . Ha detto: io sono il nuovo, per promuovere delle bufale. Ma i giochi d'artificio sono finiti e Veltroni è finito nel ridicolo ".
Sottolineando quindi la necessità che alle prossime elezioni siano presenti due rappresentanti di lista per il Pdl per seggio, il Cavaliere avverte: "Il pericolo brogli incombe ancora ", perché in questo c'è " una antica professionalità della sinistra ". E rivolgendosi alle donne in platea, spiega: "C'è il problema del sostentamento, stiamo cercando di organizzarci con delle imprese di catering, ma dove non fosse possibile qualcuna di voi - dice Berlusconi - dovrà cucinare per i rappresentanti di lista ".
Non solo. Berlusconi 'sposa' infatti la definizione che Gianfranco Fini dà della par condicio : " Una legge idiota, illiberale e liberticida . In nessun Paese si dà lo stesso spazio a ogni partito" senza rispettarne il peso reale. Con questo sistema, sottolinea il presidente di Forza Italia, "a lungo andare c'è una crescita dei piccoli partiti e una diminuzione dei partiti più grandi". Poi il Cavaliere ribadisce che sarà "la prima cosa che cambieremo quando saremo al governo e in maggioranza in Parlamento". (Adnkronos)