Italianos en America ringrazia tutti i lettori
per le centinaia di e.mails che ci inviano, fidandosi
di noi e appoggiandoci contro altri che tentano,
maldestramente, di copiare il nostro progetto
editoriale, incluso, purtroppo, il nostro nome
del dominio web.
Sembra che dia fastidio a molti, compresi certi
settori politici, la nostra indipendenza di giudizio,
che non è altro che il risultato di un’informazione
libera, e fedele, diretta alla comunità
italiana in particolare ed al pubblico in generale,
che per i motivi più disparati si interessa
a questo settore della società. Tutto lo
staff di Italianos lavora senza sosta, giorno
e notte, per poter offrire ogni giorno un prodotto
migliore. Quando apriamo gli occhi in argentina,
si chiudono quelli dei collaboratori in Italia,
responsabili di mille altri dettagli relativi
al progetto giornalistico in corso.
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Cosi
funziona la nostra web….sempre aggiornata!
Mi hanno chiesto in diverse occasioni cosa penso
di questo processo elettorale all’estero,
ed in particolare in Sudamerica.
La verità è che credo, e vorrei
condividerlo con voi, che il fatto di poter accedere
alla politica italiana ed alle istituzioni di
quel paese, il nostro paese, è un fatto
importantissimo, di portata storica. E che, se
saputo utilizzare, sarà di gran giovamento
per “l’Italia” che vive fuori
dai patrii confini.
E’ però un passo democratico, che,
in quanto tale, deve accompagnarsi ad una sincera
comunicazione fra votanti e candidati ora, e fra
rappresentanti e cittadini, dopo.
La classica politica "schumpeteriana"
a cui siamo abituati e comune a tanti paesi del
mondo, che considera il processo elettorale come
un mezzo simile al mercato economico, in cui l’elettore
compra, con il suo voto, un determinato “candidato-prodotto”,
a me piace poco….da sempre!
Specialmente perchè in questa visione dal
processo elettorale, si considera al votante come
un soggetto di scarsa razionalità, che
tende a non pensare seriamente al suo voto, soprattutto
perchè la sua conoscenza e informazione
sopra certi aspetti della politica è quasi
nulla. Dunque, per l’opinionista Joseph
Schumpeter, la democrazia sarebbe ridotta al mero
atto elettorale. Davvero un concetto molto particolare,
ancorché diffusissimo nel mondo occidentale.
Dissento da questa linea di pensiero e per questo,
perchè i processi democratici siano ogni
volta più partecipativi e meno “elettoralistici”
del pensiero “Schumpeteriano” della
loro classificazione, è necessario intraprendere
un cammino in cui il rispetto, la tolleranza e
la puntuale informazione siano presenti in tutti
gli ambiti: politico, giornalistico, comunitario
e anche scolare, affinchè nel tempo, diventiamo
migliori cittadini, elettori e perchè no,
politici.
Le comunità italiane all’estero necessitano,
oggi, di leggi che livellino l’assistenza
sociale e pongano fine all’assistenzialismo,
che forniscano informazioni chiare sui diritti
per la doppia cittadinanza e che rafforzino la
comunicazione, con l’instaurazione di organizzazioni
intermedie, come Comitati e Patronati, fra la
gente ed i consolati, come sin qui già detto da quasi tutti i nostri candidati.
Nessuno incolpa nessuno di niente, in queste poche
righe ho solo inteso dire che dobbiamo alimentare
questo processo perche non sia soltanto un mero
atto elettorale, ma la possibilità di essere,
e sentirci, più italiani e poter reclamare
subito, attraverso quelli che oggi promettono
di lavorare per noi, i nostri interessi.
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