Di silvia Garnero
Buenos Aires, 13 aprile, 2006
La democrazia italiana cambia timbro politico. Altra direzione, altro stile, altri personaggi, non necessariamente nuovi, si apprestano ad esercitare il potere, dopo uno dei governi più contradditori degli ultimi anni, quello di Silvio Berlusconi, che a dispetto delle critiche, in tanti casi giustificate, è arrivato alla fine del suo mandato come Presidente del Consiglio.
Adesso sarà l’alleanza di centro-sinistra, guidata da Romano Prodi, e Massimo D’Alema, quella che tenterà, nuovamente, la possibilità di cambiare la realtà italiana, tanto disgustata dall’autocrazia di Berlusconi e tanto castigata da un’economia in crisi che porta migliaia di italiani a vivere in stato di precarietà del lavoro, cosa impensabile per un economia che ha collocato l’Italia fra i paesi più ricchi del mondo.
La campagna preelettorale aveva messo in chiaro, e lo dicemmo nel nostro articolo “ La battaglia finale”, che il surrealismo verbale di Berlusconi non rispettava l’opposizione ne, persino, i suoi eventuali, in quel momento, elettori.
Saper votare, signor Berlusconi, non implica non saper eleggere l’alternanza, il rispetto delle opinioni di altro calibro ideologico, il cambiamento….
Che sia per il meglio, questo nuovo giro partitario nel potere. Che serva a modificare la realtà. Che non termini con i proclami elettorali, che esista concordia (interna) fra le forze politiche del paese e che per quel motivo, la governabilità dia segnali di definitiva maturità politica. Già lo dice Prodi nei suoi discorsi, che governerà per tutta l’Italia, avvertendo che lavorerà perchè le divisioni non diventino discordia, sopra tutto quella dei suoi dirigenti.
È nostra speranza che i nuovi legislatori dell’estero, in questo caso dell’america, realizzino la migliore gestione per noialtri e che la mancanza di esperienza politica di molti di loro, non significhi la diminuzione del rapporto che devono tenere con chi di noi aspetta che i nostri diritti siano visti, rispettati ed esercitati.
Auguri al popolo italiano, che votò con fervore.