Chi dicesse che non ha trepidato ieri per la partita fra Germania e Italia, quasi non potrebbe essere considerato un argentino. Forse suona come un'affermazione esagerata, ma... non è così.
Caroselli di auto strombazzanti, gruppi di ragazzi che uscivano dai bar e gridavano con passione al successo dell'Italia: tutto questo è accaduto dopo una partita che ci ha entusiasmato e per la quale abbiamo trepidato.
Certo, è calcio e non è vita. E' calcio, solo un gioco e non i nostri destini di lavoro o nella nostra società.
Solo calcio... un diversivo che non può farci dimenticare impegni improrogabili o genocidi come quel tragico 1978 durante la dittatura militare.
Ma un momento di calcio, come un momento di diversivo non è poi così un male... Lo dico a me stessa e a tutti quelli che come me detestano le esagerazioni e l'oppio che addormenta le coscienze.
Largo all'allegria che, seppure per un momento, noi argentini abbiamo vissuto, noi, la nazione forse più italiana al di fuori dell'Italia con i suoi modi di dire "ma bah...", i "vaffan..." o i "che tano...venì".
La passione per l'Italia, così presente nel sangue argentino, oggi si è sentita più che mai. Nelle umide e calde calli di Buenos Aires il tifo collettivo, l'ammirazione e l'allegria avevano i colori della bandiera italiana.
"Viva Italia, allegria!" gridava questo pomeriggio un impiegato di banca nipote di italiani che stava festeggiando con gli amici in un bar di Congreso. E giù a sciorinare tutta la discendenza italica, non appena gli ho detto che ho un portale dedicato agli oriundi (www.italianosenamerica.com).
Nel microcentro della Città Paula, tedesco-argentina sposata con un italo-argentino, commentava: "guarda, io ho sangue tedesco, ma sono cresciuta nel quartiere de La Boca fra discendenti di italiani come mio marito e i miei figli... Sono anch'io un'italiana e oggi gioisco per la vittoria come se avesse vinto l'Argentina !!!"
Vicino all'Obelisco (sempre nel centro della capitale), da un un bar di Calle Córdoba frequentato da... prostitute si sentivano delle grandi urla ad ogni gol italiano... "siamo tutte per l'Italia, qui siamo tutti nipoti di italiani, cosa credi - sono le parole di una di loro - anche gli spagnoli sono italiani in Argentina !"
E alla fine l'eccitazione per il trionfo, per il gioco. Un momento che passa e che mette allegria.
Si, possiamo appartenere o meno ad un'Associazione italiana e godere dei suoi benefici, possiamo ottenere il passaporto in poco tempo o - ingiustamente - doverlo aspettare per molti anni. Possiamo credere o no nel romanticismo italiano che arriva (e se ne va) con gli abiti del turista, ma ciò che non ci possiamo nascondere sono le nostre generazioni, il nostro cuore. Che continuano ad essere italiani...