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Buenos Aires,
 
Questa maledetta violenza
di Silvia Garnero

Mi è sempre piaciuta la politica. Il giornalismo è stato, ed è, la mia arma per penetrarla, capirla e criticarla, la maggior parte delle volte, quando la trovo corrotta o inefficace.
Senza paura di camminare nei terreni minati dei flagelli umani, c’è una parte delle politiche statali che ancora lascia molto a desiderare, sul piano educativo, preventivo, legislativo e giuridico: i diritti umani femminili.
Perché è chiaro come, senza diritti, tutti perdiamo umanità, per non parlare di come li perdano quelli che li dimenticano.
La violenza domestica, che ha come principali vittime le donne ed i bambini, sembra un tema di minore importanza nelle agende politiche dei governi, o, per lo meno, inefficace, a giudicare dalle cifre che indicano quanto ancora ci sia da lavorare su questo terreno.

So che questo articolo causera lo scherno di molti; penseranno che raccontare l’ultima festa della tarantella, senza disprezzo per essa nè per la regione a cui appartiene, sarebbe stato più attrattivo…..Però non mi importa il ballo, quando al rientro a casa, milioni di donne di tutto il mondo sono picchiate, maltrattate fisicamente e psicologicamente dai loro compagni. Ancora meno mi attrae, il ballo, ancorché napoletano, se leggo che altissime percentuali di questi abusi rimangono nel silenzio, e non so che dire quando le denuncie, fatte con mille difficoltà da donne con il cuore a pezzi, vengono messe in dubbio, dissuase, ritardate burocraticamente nel tempo o archiviate, senza vere indagini che accertino il reato e lo perseguano.
In Argentina, Afganistan, Italia, Stati Uniti o Repubblica Dominicana, per citarne solo alcuni, nel momento in cui scrivo queste righe, migliaia di donne sono vittime dell’abuso fisico, psicologico o sessuale, e sono in pericolo. La violenza domestica non discrimina fra regioni, nè classi sociali. Si possono avere stati che prendono più o meno coscienza del problema e studiano le probabilità del rischio e le  possibilità di aiuto di cui dispongono. Di questo non ho dubbi, ma le cifre sono preoccupanti…E indignanti.

Iniziamo dall’Italia?
“Sono più di due milioni le donne vittime di stupro o tentativo di violenza sessuale. Solo negli ultimi tre anni si sono contati 118.000 casi. Quelle che ne sono vittime almeno una volta nella vita, sono donne fra i 14 e i 59 anni” secondo informazioni fornite dal Ministero delle Pari Opportunità e dall’I.S.T.A.T.
“sono le donne fra i 25 ed i 44 anni quelle che più frequentemente sono vittime di stupro o tentativo di violenza sessuale” , citavano nel dicembre del 2004, le stesse fonti.

Sul tema sono molto varie  le posizioni assunte. Una di esse la specifica un professionista, citato dall’agenzia ANSA,  la psicologa Lola Bardaro Verde, che dice : “Non è di maggiore o minore gravità lo stupro, perchè si tratta sempre di violenza, a qualunque età, anche per una donna adulta, che può avere avuto 100 rapporti sessuali consensuali, lo stupro rappresenta sempre una violenza poiché imposto con la forza. A maggior ragione  quando si tratta di una ragazzina, alla quale, dopo la violenza, resta l’idea di non potersi mai più fidare degli uomini, anche se potranno essere affettuosi o gentili e portarla a pensare di poter, con loro, costruire qualcosa. Però i violenti la lasciano sempre di quell’idea: in pratica , la rovinano.

LA VIOLENZA NELL’AMBITO FAMILIARE

A livello mondiale:

  • Almeno una ogni tre donne sono state  picchiate, forzate ad una relazione sessuale non desiderata, o sottomesse ad abusi durante la loro vita. Per lo più chi abusa di loro è un membro della loro famiglia o un conoscente della stessa. (E.L.Heise, M.Ellsberg, M.Gottemoeller, 1999).
  • Il 47% delle donne manifesta che il suo primo rapporto sessuale fu forzata (O.M.S., 2002.
  • Più del 70% delle donne vittime di assassinio, muoiono per mano dei loro coniugi o compagni. (O.M.S., 2002)

Dati citati in www.amnesty.org.ar

Andiamo in Spagna: il paese della Comunità Europea con il più alto indice di donne picchiate.

“C’è un’altissima percentuale di violenze domestiche, mortali o gravi, con donne che sono violentate, strangolate, umiliate dai loro sposi o compagni. La legge contro le violenze sulle donne, promossa dal governo di Zapatero, ha avuto l’adesione di centinaia di intellettuali maschi, che hanno voluto divulgare un manifesto con le ragioni del loro appoggio all’iniziativa.

Negli Stati Uniti, l’università di Hardvard, alcuni anni fa, ha reso noto che nelle donne fra i 14 ed i 44 anni, la violenza domestica è la prima causa di morte o invalidità. Si muore più per stupro che per cancro o guerra.

Sebbene alcune forme di violenza sessuale, come lo stupro o le molestie, siano riconosciute come un crimine nella maggior parte del mondo, in molti paesi lo stupro in famiglia non è reato e solo 44 nazioni hanno una legislazione contro la violenza domestica”. (www.osservatoriosullalegalità.org).

E l’Argentina…..

Durante il 2003 si denunciarono, in media, 27 delitti al giorno contro l’integrità fisica delle donne. Un totale di 9.931 denuncie in un anno.
Tutti i giorni si denunciano fra le 9 o 10 violenze sessuali, il totale del 2003 fu di 3.448.
Ci sono molte evidenze secondo le quali, questa cifra, rappresenta solo il 25% dei casi reali, uno su quattro.
Nella città di Buenos  Aires, il 18% delle donne che chiamano l’Associazione delle Donne Vittime di Violenza Sessuale, chiedono informazioni relative al sesso contro la loro volontà (43%), o sotto ricatto (28%).

In un anno, quasi 4.000 donne aggredite sono aiutate dalla Direzione Generale delle Donne. Dati precedenti dicono che 53.869 chiamate sono arrivate alla linea “Violenze familiari” e 40.257 ne ha ricevuto la linea “Ti Aiuto” ( per bambine ed adolescenti), della stessa Direzione, fra l’agosto del 2000 e aprile del 2002. Il 20% delle donne che subiscono qualche aggressione riconoscono che il periodo dei maltrattamenti si estende fra i 6 e i 10 anni, cosi come il 18% racconta di essere sempre stata maltrattata. Nell’80% dei casi la donna è vittima di violenza psicologica: ricatto (44%), spersonalizzazione (26%), grida e insulti (18%). Più del 60% subisce anche violenza fisica: colpi (77%), spintoni (9%), sequestro (1,5%), ustioni (0,5%).

In Venezuela, il cantautore Franco de Vita, nella sua canzone “Un’estraneo nel mio bagno”, si ispirò ai casi di violenza domestica che succedono sempre con maggiore frequenza in quel paese ed in Spagna.
“E’ un tema sulla violenza domestica e la paura di affrontare la realtà per timore di perdere la vita”, disse De Vita sulla sua canzone, secondo una citazione di Amnesty International, alle cui attività egli collabora.

Stando così le cose, questo articolo poteva non avere termine e i dati potevano seguire a cascata. È un problema che, come detto nei primi paragrafi, le agende politiche dovranno affrontare con maggior impegno. Senza paura mi domando come e quando, se pensiamo che in molti paesi, ancora oggi, la disuguaglianza della partecipazione femminile alla politica è tanto evidente quanto irrisolta. Discriminazione…cosi si chiama.

I progressi su questo terreno non sono molti, nè rapidi, se guardiamo le liste che presentano i nostri candidati in Sudamerica, per andare al Parlamento Italiano: -- alcune non hanno, semplicemente, presenze femminili ed altre scarsissima.

Chiudo l’articolo pensando alle tante storie tristi che ho sentito per redarre questo ed altri reportages che ho realizzato in passato, e immaginando quante donne con brillanti, o semplici, progetti  per  le loro vite, le loro comunità o per l’umanità in generale, sono vittime del letargo sociale che blocca la loro creatività, perchè per tutti, cominciare dai loro compagni sono “ matte, inutili, stupide o incapaci” di vincere ed arrivare al posto della giustizia, del rispetto, e uguaglianza, che conseguiremo solo vincendo la paura ed il silenzio. Superati questi ostacoli, già staremo partecipando. E conquistando gradualmente la nostra libertà.

Fonti: Amnesty International in Argentina ed Italia www.amnesty.org.ar; www.amnesty.it Direzione Generale della Donna. Governo della Citta Autonoma di Buenos Aires. www.osservatoriosullalegalità.org; www.ansa.it; www.adnkronos.it

   
   
Esa maldita violencia
por Silvia Garnero

Siempre me ha gustado la política. El periodismo fue y es mi arma para penetrarla, entenderla, y criticarla -la mayoría de las veces-, cuando la encuentro corrupta o ineficaz.

Sin embargo y a pesar de caminar terrenos minados por tantos flagelos humanos, hay una parte de la política de los Estados que todavía deja mucho que desear, en los planos educativo , preventivo, legislativo y judicial ; los derechos humanos femeninos. Porque claro, sin derechos, todos perdemos humanidad, ni hablar de cómo la pierden aquellos que los violentan.

La violencia doméstica , que tiene como sujeto a las mujeres, niñas y niños , parece un tema de menor importancia en las agendas

políticas, o por lo menos de poca eficacia a la hora de detener las cifras aberrantes que indican lo mucho que hay por hacer en este terreno.

Sé que a muchos les causará rechazo este artículo. Podrán pensar que contar la última fiesta de la tarantella (sin menospreciar este baile típico ni la región a la que pertenece) podría ser más atractivo. Pero no me importa el baile, cuando al regresar a casa, millones de mujeres en todo el mundo son golpeadas, maltratadas física y emocionalmente por sus compañeros. Menos me atrae el baile, por más napolitano que sea, si leo que altos porcentajes de esos abusos quedan en el silencio, y ni qué decir cuando luego de las denuncias, a las que llegan esas mismas mujeres con el corazón roto, son puestas en duda, desoídas, postergadas burocráticamente en el tiempo o archivadas sin una investigación que detecte el peligro, y lo DESACTIVE.

En Argentina, Afganistán, Italia, Estados Unidos, o República Dominicana hay, en el momento en que escribo estas líneas miles de víctimas del abuso físico, emocional o sexual, que están en peligro. La violencia doméstica no discrimina regiones ni clases sociales. Sí puede haber Estados que tomen más o menos conciencia sobre el tema e informen correctamente a las poblaciones en riesgo de las posibilidades de ayuda de que disponen. De eso no hay dudas. Sin embargo, las cifras siguen siendo preocupantes. E indignantes.

Empezamos por Italia?

"Son más de dos millones de mujeres las víctimas de estupro o tentativa de violencia sexual. Solo en los últimos tres años se han contado 118 mil casos. Quienes sufren al menos una vez en la vida violencia son mujeres de entre 14 y 59 años.", según la información dada por una investigación conjunta del Ministerio de Igualdad de Oportunidad Italiano y el Istat.

"Son las mujeres de entre 25 y 44 años aquellas que más frecuentemente sufrieron estupro o tentativa de estupro." (diciembre del 2004), dicen las mismas fuentes.

En las últimas horas, la Corte de Cassazione italiana habría determinado en un caso específico, que la violencia sexual sobre una menor fue menos grave porque ella no era vírgen.

Sobre el tema, son varias las posturas adversas. Una de ellas la especifica una profesional de la salud citada por la Agencia Ansa, la psicóloga Lole Bardaro Verde , que dice ; " No es de mayor o menor gravedad el estupro , porque es siempre violencia, a cualquier edad.

LA VIOLENCIA EN EL ÁMBITO FAMILIAR

A nivel mundial:

  • Por lo menos una de cada tres mujeres, han sido golpeadas, forzadas a una relación sexual no deseada, o sometidas a abusos durante sus vidas. Por lo general, el que abusa de ellas es un miembro de su propia familia o un conocido suyo (E. L. Heise, M. Ellsberg, M. Gottemoeller, 1999).
  • El 47% de las mujeres manifiestan que su primera relación sexual fue forzada (OMS, 2002).
  • Hasta un 70% de las mujeres víctimas de asesinato perecen a manos de sus cónyuges o compañeros (OMS, 2002).

Datos citados en www.ammnesty.org.ar

Aún para una mujer adulta, que pudo haber tenido 100 encuentros sexuales consentidos, el estupro representa siempre una violencia , algo impuesto por la fuerza. Y esto con mayor razón cuando se trata de una jovencita, a quien , luego de la violencia le queda la idea de que no puede fiarse más de los hombres., que pueden ser también tiernos y gentiles y con los cuales también se puede pensar de construir alguna cosa. Pero los violentos, la alejan para siempre de esa idea. En la práctica , la arruinan."

Acerquémonos a España : el país de la Comunidad Europea con más alto índice de mujeres golpeadas.

"Hay una altísima incidencia de violencia domestica -y mortal o grave sobre las mujeres que son violadas, extranguladas, humilladas por los esposos o compañeros . La ley contra la violencia sobre las mujeres promovida por el gobierno de Zapatero tuvo la adhesión de cientos de intelectuales hombres que han querido divulgar un manifiesto con las razones de su convicción por la iniciativa.

En Estados Unidos, la Universidad de Hardvard , algunos años atrás ha dado cuenta que en las mujeres entre 14 y 44 años , la violencia es la primera causa de muerte y de invalidez. Se muere más por estupro que de cáncer o en la guerra.

Si bien algunas formas de violencia sexual como el estupro o las molestias, son reconocidas como un crímen en la mayor parte del mundo, en muchos países el estupro en la familia no es reato y solo 44 naciones tienen una legislación contra la violencia doméstica." (www.osservatoriosullalegalita.org)

Y Argentina....

Durante el 2003 se denunciaron, por día, 27 delitos contra la integridad física. Un total de 9931 denuncias al año.

Todos los días se denuncian entre 9 y 10 violaciones. El total anual en el 2003 fue de 3448.

Hay múltiples evidencias que estas cifras sólo representan uno de cuatro de los casos reales.

En la Ciudad de Buenos Aires, un 18% de las mujeres que llaman a la Dirección de la Mujer sufren violencia sexual: demanda de sexo contra su voluntad (43%), sexo bajo amenaza (28%).

En el mismo año, casi 4000 mujeres golpeadas fueron atendidas por la Dirección General de la Mujer.

Datos anteriores consignan que 53.869 llamadas ha registrado la Línea Violencia Familiar y 40.257 recibió la Línea Te Ayudo (para niñas/niños y adolescentes) de la Dirección General de la Mujer entre agosto de 2000 hasta abril de 2002.

El 20% de las mujeres que sufren algún tipo de agresión reconocen que el tiempo de maltrato se extiende desde los 6 hasta los 10 años. Asimismo un 18% reconoce que siempre fue maltratada. En un 80% de los casos la mujer es víctima de violencia psíquica: amenazas (44%), descalificación (26%), gritos e insultos (18%). Más del 60% recibe algún tipo de violencia física: golpes (77%), empujones (9%), encierro (1,5%), quemaduras (0,5%).

En Venezuela, el cantautor Franco de Vita, con su tema "Un extraño en mi bañera" se inspiró en los casos de violencia doméstica que se suceden cada vez con más frecuencia en ese país y España .

''Es un tema sobre la violencia doméstica y el miedo a enfrentar la realidad por temor a perder la vida'', dijo De Vita respecto de su canción, según cita de Amnesty International, con cuya campaña colabora.

Así las cosas,  este artículo podría no tener fin y los datos prodrían seguir siendo escalofriantes. ES un desafío que como dije en los primeros párrafos, las agendas políticas debieran enfrentar con más éxito. Sin embargo me pregunto cómo y cuándo si pensamos que en muchos países todavía la desigualdad de la participación femenina en política es tan evidente como impune. Discriminación, así se llama.

Los avances en este terreno no son muy alentadores, si miramos, aquí cerca nomás, las listas que presentan nuestros candidatos a legisladores de Sudamérica, ávidos de llegar al parlamento italiano. Algunas directamente no tienen presencia femenina y otras, escasísima.

Cierro el artículo recordando historias tristes que he tenido que escuchar para éste u otros reportajes que he realizado en mi vida, e imaginando cuántas mujeres con brillantes o simples proyectos para sus vidas, sus comunidades, o para la humanidad en general, son cautivas del letargo social que aplasta sus ganas de crear, cuando no de sus propios y mal elegidos compañeros, para quienes son "locas, inútiles, estúpidas o incapaces" de vencer y arribar al lugar de la justicia, el respeto y la igualdad, que solo conseguiremos venciendo el miedo y el silencio. Superados estos obstáculos, ya estaremos participando. Y conquistando gradualmente nuestra propia libertad.

Fuentes: Amnistía Internacional en Argentina e Italia www.amnesty.org.ar ; www.amnesty.itDirección General de la Mujer. Gobierno de la Ciudad Autónoma de Buenos Aires.(citada por Amnistía .Internacional en Argentina). www.osservatoriosullalegalita.org  ; www.ansa.it ; www.adnkronos.it

 
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