Questo è anche l'Italia. Non potevamo lasciar passare queste accuse mutue, che nascono dalle intenzioni -e dalle dichiarazioni- del leader della Liga Nord italiana Humberto Bossi , che continua con le sue idee separatiste e reazionarie . Uno stile che gli italiani conoscono da anni, e sopportano chissa' perchè.
Il presidente della Camera dei Deputati italiana, Fausto Bertinotti è stato contundente: ha accusato Bossi di «fomentare l'odio», quando in un atto pubblico la domenica scorsa ha parlato di dichiarare una «guerra di liberazione per dividere il nord dallo Stato Italiano.
Bossi ha detto in quell'occasione : «La nostra libertà non può essere conquistata attraverso un Parlamento democratico, ma con uomini lanciati in una guerra di liberazione». Ha inoltre affermato di essere sicuro che per questa guerra avrebbe contato su dieci milioni di lombardi e altri abitanti del nord, specialmente del Veneto.
Quando leggo questo tipo di dichiarazioni, ricordo la nota Oriana Falacci, quando agli inizi degli ottanta, in Argentina fece ricordare a noi tutti "che avevamo un nano fascista dentro di noi". E aveva ragione. Non per quello di "nano", che secondo me fu una sconvenienza, ma per la sua descrizione dello spirito fascista , che molti coltivavano, perché altrimenti una dittatura militare non si sarebbe sostenuta tanti anni (1976-1983).
Ma tornando in Italia e pensando a "spiriti interni" mi domando se quell'ipotesi "esercito di lombardi " pensata per dividersi dalla bella Nazione e per seguire un leader che vuole "cannonate" per gli immigranti , non risponde ad uno spirito reazionario e poco aperto ai consensi?
È pure certo che nonostante tanto impeto di cambio e slanci, nelle passate elezioni la Liga Nord sia stata solo capace di riunire un milione e mezzo di voti, un 4,5% dell'elettorato nelle sue città più forti.
Sempre conosciuto dai suoi eccessi Bossi questa volta è stato minimizzato dal suo principale alleato politico, Silvio Berlusconi, che ha affermato che il suo compagno «usa sempre un linguaggio colorito, ma che nella pratica ha dimostrato un grande senso di responsabilità».
Come si poteva aspettare, tali dichiarazioni sono state respinte da tutta la centro sinistra italiana soprattutto dal presidente dei Deputati italiani, il quale ha assicurato che quel liguaggio fomenta l'odio «in un paese dove esistono già forti tendenze disgregatrici». Bertinotti, dirigente della Rifondazione Comunista, ha detto che, inoltre, in Italia c'era solo stata una vera guerra di liberazione: la lotta contro il fascismo . In questo modo, ha pure sfidato Berlusconi perché dica se è con questa classe di dirigenti con cui pensa a tornare al governo.
Ma chi lo sa , Sig. Bertinotti, le lotte non finiscono mai quando è il potere quello che fa parte del gioco. C ambiano solo i personaggi. Ed eventualmente gli stili.